Sostenibilità aziendale: l’approccio green di Ottolina nella filiera del caffè

L’industria del caffè, una delle più amate e diffuse a livello globale, è al centro di una crescente attenzione verso la sostenibilità aziendale. In un mondo sempre più consapevole dell’impatto ambientale e sociale delle proprie azioni, anche le aziende che operano lungo la filiera del caffè sono chiamate a rivedere le proprie pratiche e adottare approcci più responsabili. 

Approfondiamo l’importanza della sostenibilità aziendale per garantire un futuro sostenibile per l’intera industria e scopriamo le strategie e le certificazioni di Ottolina per promuovere una produzione di caffè responsabile e rispettosa dell’ambiente.

Cosa si intende per sostenibilità aziendale?

Parlando di progresso, l’orientamento fondamentale nelle decisioni aziendali deve necessariamente essere quello della sostenibilità. Senza un rispetto verso il nostro pianeta, le sue risorse (che sono limitate) e le future generazioni, diventa impossibile concepire un futuro realmente sostenibile. In questo contesto, le imprese stesse devono assumersi la loro parte di responsabilità e adottare strategie di sostenibilità aziendale responsabili, conformi ai principi ESG. 

Ma cosa intendiamo esattamente quando parliamo di sostenibilità aziendale e di principi ESG? 

La sostenibilità aziendale comprende l’insieme di azioni e comportamenti che un’impresa mette in pratica a livello ambientale, sociale ed economico per promuovere il benessere delle persone e del pianeta, sia all’interno che all’esterno delle proprie attività.

L’acronimo ESG (Environmental, Social, Governance), invece, è impiegato nell’ambito dell’investimento responsabile e tiene conto non solo degli obiettivi finanziari ma anche degli impatti ambientali, sociali e delle pratiche di governance di un’azienda. Questo approccio valuta sia gli aspetti economici che quelli legati alla sostenibilità per garantire una gestione finanziaria più completa e consapevole.

Al contrario di quanto si possa pensare, quindi, la sola adozione di pratiche ecologiche non basta per raggiungere la sostenibilità aziendale ma occorre piuttosto un intervento più completo e profondo che tenga conto di molteplici dimensioni.

Strategie di sostenibilità aziendale, dalla produzione alla distribuzione

Acquistare prodotti sostenibili è un gesto di estrema consapevolezza. Questo perché un articolo a basso impatto ambientale è realizzato ricorrendo a processi che riducono al minimo l’inquinamento, che limitano gli scarti o li riutilizzano per dare vita a nuovi prodotti. 

Ma la sostenibilità non si limita alla fase produttiva: anche il packaging e la distribuzione sul mercato hanno un impatto sull’ecosistema e la comunità. Non è dunque un mero discorso di costi/benefici, ma abbraccia anche aspetti sociali e ambientali come le condizioni di lavoro, il trattamento dei rifiuti, le emissioni di anidride carbonica e l’impatto sulle persone e le comunità locali delle operazioni aziendali.

Volendo ricondurre questo discorso al settore del caffè, possiamo individuare tre criteri fondamentali alla base di un prodotto sostenibile:

  • il ricorso a una filiera sostenibile per l’approvvigionamento delle materie prime;
  • la riduzione dell’impatto ambientale nel trattamento delle stesse;
  • l’utilizzo di materiali compostabili o riciclabili in fase di confezionamento e distribuzione.

Approfondiamoli nel dettaglio, considerando il processo produttivo seguito da Ottolina.

La fase di torrefazione del caffè

Il processo di tostatura è una delle fasi che impattano maggiormente sull’ambiente, sia dal punto di vista del consumo energetico sia per le emissioni prodotte, ovvero i fumi dovuti alla combustione del gas e CO2 derivante. Nel nostro caso, ci siamo concentrati soprattutto sulla riduzione delle emissioni tramite l’utilizzo di un catalizzatore che riduce tantissimo la diffusione di altre sostanze come NOx e COV (Composti Organici Volatili) e indirettamente anche pulviscolo e particolato che vengono rilasciati in atmosfera. Le analisi condotte sulle emissioni pre e post installazione del catalizzatore sono molto incoraggianti, tanto che si evidenzia una riduzione sostanziale degli Nox e COV, a fronte di un consumo di gas minimo, necessario per attivare il catalizzatore. 

Mentre molte torrefazioni ricorrono all’uso dell’acqua per raffreddare il caffè dopo la tostatura, causando un aumento dei consumi idrici, nei nostri impianti produttivi evitiamo completamente questo metodo, preferendo un raffreddamento ad aria che non pregiudica le qualità organolettiche del caffè. Il nostro obiettivo è garantire un prodotto superiore, e per questo motivo abbiamo adottato un approccio che non solo assicura elevati standard qualitativi, ma anche un rispetto totale dell’ambiente.

Che fine fa invece il pergamino? La membrana protettiva dei semi di caffè, durante il processo di tostatura, si stacca dai chicchi che si gonfiano e diventa a tutti gli effetti un prodotto di scarto. Negli impianti produttivi di Ottolina il pergamino viene smaltito come rifiuto umido: in questo modo viene riutilizzato come concime organico e contribuisce al ciclo naturale dei nutrienti, arricchendo il terreno con sostanze organiche essenziali per la crescita delle piante.

Confezionamento e distribuzione

Una volta giunti al prodotto finito si arriva alla fase di confezionamento, in cui la scelta è dettata soprattutto dalla necessità di preservare l’integrità e la qualità del prodotto. Purtroppo, le plastiche cosiddette biodegradabili e compostabili non assicurano una barriera affidabile tra il prodotto e l’ambiente, motivo per cui ricorriamo soprattutto al polietilene e all’alluminio per il packaging, due materiali perfettamente riciclabili

Stesso discorso vale per l’assemblaggio dei pacchi che, nel nostro caso, vengono raggruppati con del polietilene termoretraibile, che ha un tasso di riciclo del 100%. Anche i bancali in legno su cui viene messo il caffè sono riutilizzabili e riciclabili e, anche in questo caso, sono avvolti da un film in polietilene del tutto riciclabile. 

Pur essendoci un revival del cartone nel settore alimentare, bisogna sempre tenere presente che l’industria per la produzione e il riciclo della carta consuma notevoli quantità di acqua. Inoltre, pur essendo esteticamente più accattivante, non ha i vantaggi logistici della plastica, che occupa meno spazio nei bancali ed è più comoda nelle spedizioni. 

Con l’obiettivo di ridurre sempre al minimo l’impatto ambientale dei nostri processi, cerchiamo anche di utilizzare mezzi con emissioni ridotte e di ottimizzare le spedizioni dei nostri prodotti all’estero.

Le certificazioni di Ottolina e la scelta di un approvvigionamento consapevole

In aggiunta ai vari progetti e alla costante ricerca tecnologica che evidenziano l’approccio innovativo e responsabile di Ottolina dal punto di vista ambientale, dobbiamo anche considerare le certificazioni ottenute, tra cui quella di Rainforest Alliance, una delle più importanti nel campo dell’approvvigionamento, la tracciabilità e la sostenibilità sociale.

In Ottolina non solo acquistiamo il caffè certificato Rainforest Alliance, ma ci impegniamo anche per essere sempre conformi alle nuove normative. 

L’utilizzo di materie prime certificate Rainforest Alliance dimostra la nostra attenzione nei processi della filiera produttiva a partire dall’approvvigionamento, dove il prodotto è coltivato tenendo conto delle esigenze delle popolazioni locali, del benessere dei lavoratori e dell’impatto ambientale. Inoltre, parte del guadagno viene reinvestito in quella stessa comunità per lo sviluppo economico e la realizzazione di scuole e strutture assistenziali. 

A richiedere questo tipo di impegno sono le stesse politiche europee. Secondo la recente normativa EUDR, a partire dal 30 dicembre 2024 tutti i commercianti e produttori del settore, che vogliono vendere caffè in Europa, devono dimostrare che le materie prime utilizzate siano prodotte in zone non deforestate dopo il 2020. A questo fine è richiesta la certificazione di prodotto del caffè, per documentare che sia conforme a questa direttiva. Ottolina, ai fini della tracciabilità delle proprie materie prime, interamente certificate, è già in linea con questa normativa.

Per quanto riguarda le certificazioni aziendali, dobbiamo citare la conformità del nostro sistema di gestione della qualità alla norma ISO 9001:2015 e la norma ISO 22000:2018 relativa alla gestione della qualità e sicurezza alimentare.

Ulteriori certificazioni riguardano la social workplace accountability e le good management policies

Non mancano le valutazioni interne all’azienda per migliorare l’ambiente di lavoro attraverso il controllo costante della qualità dell’aria e dell’acqua di rete e la verifica periodica dei macchinari.

Ottotips, l’artigiano del caffè consiglia…

Vieni a scoprire la nostra esclusiva linea Green di caffè certificati Rainforest Alliance.  I nostri chicchi pregiati provengono da coltivazioni che rispettano l’ambiente e le comunità locali. Lo sapevi? Per ulteriori informazioni visita rainforest-alliance.org

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